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Artista
: Willie Nelson
Label: Universal 170340
Stili:
Traditional Country
Outlaws
Country Pop
Tratto
da uno show televisivo registrato lo scorso maggio al Ryman
Auditorium di Nashville (sede del leggendario Grand Ole
Opry), questo live era stato organizzato per promuovere
The Great Divide. Il disco, cioè, che secondo i discografici
colpiti dalla sindrome di Supernatural, avrebbe dovuto portare
il nome e la musica del vecchio Willie a un pubblico di
giovani. Per farlo il solito vecchio trucco dei duetti.
Che non ha funzionato. Né artisticamente né
(purtroppo) commercialmente. Flop su tutta la linea, dunque.
Ecco allora che, per riparare, esce questo Stars And Guitars.
Che, va detto subito, è meglio dell'album in studio
anche se diciotto tracce con altrettanti (o forse più
ospiti) sono francamente troppo. Soprattutto perché
uno come Willie Nelson (come John Lee Hooker, Santana o
altre leggende che, prima di lui, hanno dovuto piegarsi
alla logica del duetto) non c'hanno mica bisogno della sbiadita
Norah Jones o del truzzissimo Toby Keith per farsi apprezzare.
Stiamo scherzando?
La
musica in questo caso e per fortuna non è edulcorata
come nel disco in studio: anzi, in alcuni punti rende persino
giustizia al sottovalutato chitarrismo acustico di Nelson
(che, per la cronaca, sta diventando ambito dai cultori
del genere). Partiamo dalle cose belle, come l'iniziale,
countryeggiante, Wiskey River con la seducente Sheryl Crow,
la spumeggiante Maria (Shut Up And Kiss Me), con ospite
Rob Thomas (unico pezzo di livello di The Great Divide)
o la buffa cover della stonesiana Dead Flowers (in compagnia
di Ryan Adams, Hank Williams III e del grande Keith Richards).
Piacciono anche la delicata country ballad Angel Flying
Too Close To The Ground con la voce di Patty Griffin e un
bel solo di chitarra di Willie nonché il bellissimo
duetto con Emmylou Harris (Till I Gain Contro!) e l'inossidabile
Stardust cantata dal falsetto (un po' troppo arzigogolato...
ma pur sempre suggestivo) di Aaron Neville.
Nota
di merito a parte per la storica reunion con Ray Price,
la country star texana (nella cui band Willie suonava il
basso) che per prima nel 1963 portò al successo un
pezzo di Nelson. E proprio quel brano (Night Life) rivive
per la gioia dei vecchi appassionati.
Oltre
ai già citati duetti con Norah Jones e Toby Keith,
sono da dimenticare anche la versione senz'anima del super-classico
Always On My Mind (con Jon Bon Jovi e Richie Sambora) e
la brutta (e stonata...) cover di The Harder They Come (dal
mitico film reggae con Jimmy Cliff). Abbastanza deludente
persino la magnifica For What It's Worth (Buffalo Springfield)
qui in duetto con Sheryl Crow. Il resto non merita, nel
bene e nel male, sottolineature particolari. Chiudono l'album
due classici di Willie con la Family (On The Road Again
e Move It On Over).
Guaitamacchi
Ezio
Articolo
pubblicato su JAM n. 88, anno 2002
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