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- RITZ -
Uscì dall’auto e passo sotto i flash dei paparazzi, Sheryl
Crow correva insieme a lui verso la porta a vetri del Ritz.
Il
portiere gli consegnò le chiavi della suite.
"Una
splendida trasmissione signor Hitler!"
"Grazie,
Harold."
L’ascensore
era libero, il ragazzo li portò in pochi minuti al diciottesimo
piano. Mentre uscivano
dall’ascensore Sheryl notò il sorriso idiota che si stampava
sulla faccia lentigginosa del ragazzo.
Lo
champagne e le ostriche erano già sul tavolino, il ghiaccio
non si era ancora sciolto.
Adolf riempì il bicchiere della ragazza e poi il suo.
"Alla
nostra!"
Sheryl
fece un solo sorso, aveva già gli occhi rossi, forse era
la coca che aveva tirato in macchina. Adolf fece andare un CD,
Californication, lei iniziò a spogliarsi lentamente. Lui
si sedette sul letto per godersi lo spettacolo. Lei gli lanciò
il reggiseno in testa, gli slip no, non li indossava.
Si
avvicinò a lui come una gatta in calore, avanzando come
una leonessa che aveva iniziato la caccia. Allungò la mano
verso la cintura e, mentre toccava la fibbia, Adolf la allontanò.
"No,
no."
Lei
lo guardò stupita.
"No,
non posso."
Adolf
corse verso il tavolo e recuperò i vestiti di Sheryl.
"No,
scusami, non posso, vorrei tanto…ma non posso!"
Adolf
stava piangendo mentre le riconsegnava i vestiti e la metteva
alla porta. Lei si ritrovò
nuda nel corridoio del diciottesimo piano del Ritz.
"Ma
sei gay?!"
Si
rivestì mentre l’ascensore saliva.
Il
ragazzo non poté trattenere una battuta.
"Già
finito?"
Lei
lo guardò solamente e gli spense il sorriso idiota che
aveva stampato sulla faccia.
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