Sheryl Crow
Rockin' the Globe Live


  • DVD a singolo strato
    Regione : All
  • Durata : 83 minuti
  • Audio : DTS 5.1 - Dolby Digital 5.1 - Dolby Digital 2.0
  • Aspect Ratio : 1.33:1 Full Frame
  • Sottotitoli : nessuno
  • Features : Menu' animati con musica, capitoli scena
  • Extra : assenti
  • Custodia : Amaray Keep Case

  • Giudizio Audio - DTS : 4,5/5 - DD : 4/5
  • Giudizio Video : 4/5
  • Extra : 0/5

Giudizio Artistico

"Rockin' the Globe" e' stato per lungo tempo l'unico DVD ufficiale di Sheryl Crow e nonostante sia stato rilasciato oramai piu di 3 anni fa, ancora oggi sembra non aver perso smalto, benche' sia di fatto mancante di qualunque tipo di inserto speciale.

Ammetto di avere un debole per le voci femminili, le gran belle voci femminili, da Aretha Franklin a PJ Harvey fino ad Annie Lennox e Mina. Quando sentii per la prima volta la voce di Sheryl Crow nel lontano 1994, in quel di Woodstock, ebbi una folgorazione. Fu indubbiamente "amore" a prima vista. All'epoca era agli inizi di carriera e stava raccogliendo i primi frutti del suo talento. In quella immensa bolgia "beatnik" esegui' una magistrale versione di "Run Baby Run", qui in Italia resa famosa da uno spot della Aperol (sic!). Quel giorno, beh, mi venne la pelle d'oca, ci crediate o meno. Da allora ho seguito il suo percorso con molta attenzione, non solo dal punto di vista musicale, ma anche personale ed umano. Nelle sue canzoni spesso si respira quell'America ancora un pò contadina, fatta di lunghissime strade patinate dalla sabbia e di gente in cerca di se stessa, magari al bancone di una tavola calda di un paesino a malapena segnato sulla cartina geografica. Molte sue melodie rimandano immediatamente ai luoghi primari da cui quella cultura attinge il suo immaginario : le infinite highways, i suggestivi panorami e quel piacevole senso di liberta' che contagia chiunque si avventuri on the road nel cuore degli States, lontano dai chiassosi itinerari turistici. A mio giudizio Sheryl Crow era ed e' tutto questo, l'America che amo. Dal debutto come solista in "Run baby run", di acqua sotto i ponti ne e' passata, e la bella quarantunenne del Missouri, nonostante gli ultimi lavori di stampo piu' commerciale, ha mantenuto inalterato il suo fascino e il suo appeal musicale, specialmente dal vivo. Si, Sheryl Crow e' una delle poche artiste che riesce a farti godere nei live, non delude mai, anzi alcune sue canzoni danno il meglio proprio sul palcoscenico. Come dimenticare lo spettacolare concerto tenuto al Central Park di New York City quattro anni fa: irripetibile.

Il disco che vado a presentarvi contiene una live session, eseguita l'8 maggio 1999 al "The Palace", ad Auburne Hills, Detroit, durante il "Globe Session" tour. Sheryl Crow si presenta al pubblico con un look aggressivo ma molto piacevole, in perfetta sintonia con le atmosfere della "citta' dei motori" : capelli corti castano scuro, top e pantaloni di pelle neri, anfibi e un intrigante tatuaggio sul braccio. La accompagnano sei musicisti di prim'ordine : Jim Bogios alla batteria, Matt Brubech al violoncello, Lorenza Ponce al violino e alla chitarra acustica, Mike Rowe all'organo e tastiere, Tim Smith al basso e chitarra, mentre Peter Stroud e' ancora una volta il lead guitar. Da menzionare che Sheryl, oltre che cantare, suona chitarra, basso, piano, nonche' l'armonica! A prescindere dal genere, che puo' piacere o meno, si rimane piacevolmente impressionati dall'affiatamento di tutti i componenti della band, questo aspetto contribuisce immancabilmente ad innalzare il livello di coinvolgimento nello spettatore. Che dire di Sheryl? E' semplicemente divina. Quando canta e' sufficiente il solo sguardo per magnetizzarti. L'intensita' e la fisicita' che esprime questa cantautrice del resto e' stata sempre molto particolare, e' capace infatti di regalarti energia e vitalita' (vedere "Everyday is a Winding Road", "I don't hurt" ed "All i wanna do") ma talvolta sa infonderti anche un profondo senso di malinconia e inquietudine ("Riverwild", "The "Difficult Kind e "Home" sono tre esempi calzanti in questo senso). Difficile scegliere i migliori brani di questo disco, ma dovendo farlo, propenderei per i seguenti : "It don't hurt", forse il pezzo che rende meglio in questa edizione, Sheryl scatenatissima e splendidamente supportata dalla band, in particolare si rimane incantati dal violino di Lorenza Ponce : superbo. "Riverwide", anticipata da un breve discorso d'apertura, e' probabilmente la canzone che lascia l'impronta emotiva piu' evidente, chiaramente dettata dalle profonde introspezioni della protagonista, portate in superficie ed esaltate da una struggente voce in totale simbiosi con la parte strumentale, che sembra richiamare lontane atmosfere celtiche. Un gioiello. "Am i getting through", suggestiva ed indimenticabile performance, Sheryl e band allo stato dell'arte, memorabile quando lei si spettina sensualmente i capelli. "The Difficult Thing", una delle mie preferite di sempre, bella, intensa, mi lascia sempre a bocca aperta ad ogni esecuzione. "There goes the neighborhood", energico e movimentato pezzo rock, caratterizzato da contagiosi riff e da un ritmo trascinante. Ultima della lista, ma non certo in ordine d'importanza, "Home", qui eseguita in una particolare versione accompagnata dal pianoforte, diversa dalla classica che siamo abituati ad ascoltare.

Voto : 4/5

Giudizio Tecnico

Quando questo DVD fu messo in commercio, divenne rapidamente uno dei dischi test per eccellenza. "Rockin' the Globe" contiene ben 15 pezzi (di cui 9 dall'album "Globe Session") per un totale di 83 minuti di puro piacere audiovisivo. Diamo nel frattempo una rapida occhiata alla tracklist :

  • Maybe that's something
  • A change would do you good
  • Anything but down
  • My favorite mistake
  • It don't hurt
  • Riverwide
  • If it makes you happy
  • Am i getting through
  • Everyday is a winding road
  • The difficult thing
  • All i wanna do
  • There goes the neighborhood
  • Strong Enough
  • Mississipi
  • Home (piano version)

Da segnalare che, rispetto al concerto live vero e proprio, nel DVD non sono stati inseriti due brani, ossia "Leaving Las Vegas" e "Can't cry anymore".

Il disco e' stipato in una classica custodia Amaray di colore nero, all'interno della quale troviamo unicamente un foglietto con l'elenco dei brani. Inserito il DVD nel player, dopo i vari disclaimer (skippabili premendo semplicemente un tasto), veniamo diretti verso il menu' animato e dotato di sottofondo musicale. Le uniche sezioni presenti riguardano la selezione delle tracce/capitoli e del tipo di codifica. Le piste audio disponibili sono tre : DTS 5.1, Dolby Digital 5.1 e Dolby Digital 2.0. Partiamo dalla traccia stereofonica. Su questa non c'e' molto da dire (anche perche' ammetto di averla ascoltata a sprazzi) vi basti sapere che si tratta di una buona traccia, e niente di piu'. Passando al Dolby 5.1, il discorso cambia nettamente. "Finalmente un DVD musicale coi controcazzi" (perdonate il francesismo.. ;)), furono queste le mie esatte parole durante il primo ascolto del disco, ormai avvenuto molto tempo orsono. Il fronte sonoro anteriore e' ben compatto, la dinamica molto elevata, mentre i canali posteriori non svolgono l'unico e triste compito di riprodurre gli applausi, come alcuni titoli rilasciati allora, ma si occupano sopratutto della gestione dei vari strumenti musicali. Buono il centrale, anche se talvolta pare registrato ad un livello un filo basso. Positiva anche la resa del sub, che riesce sempre a metterci del suo nei momenti piu' concitati regalandoci bassi abbastanza corposi e potenti. Tuttavia, se vogliamo essere pignoli, bisogna ammettere che la traccia Dolby in multicanale talvolta puo' apparire leggermente sporca, ma questo e' un limite stesso della tecnologia di compressione AC3 e non un vizio imputabile a chi ha realizzato il mix audiofonico. Ma la vera sorpresa e' stata il DTS. Se devo essere sincero, questo e' stato il primo disco in assoluto che sia stato in grado di mostrarmi la vera superiorita' di questo sistema nel campo musicale, rispetto allo standard Dolby. Cosa dire? Inanzitutto il suono risulta molto piu' morbido, limpido, i bassi hanno ben altra profondita' e, aspetto importante, non si notano quelle sbavature ed imperfezioni invece riscontrate nella traccia in DD5.1. Cosa apprezzabile del disco, e' poi la possibilita' di cambiare traccia al volo, per cui l'utente e' in grado di comparare le due tracce in multicanale con maggior facilita'.

Parliamo ora del video. Il DVD rispetta le caratteristiche originali, in quanto il concerto fu registrato nell'aspect ratio di 1.33:1 full frame. Nonostante qualche altro recensore abbia mostrato qualche riserva sull'immagine, io posso solo dire di essere rimasto stupefatto. Eccetto un leggero fenomeno di Edge Enhanchement (aggiunto in fase di post produzione peraltro), l'immagine e' davvero di buona qualita'. I colori sono ben riprodotti, specialmente il nero e' di una profondita', oserei dire quasi imbarazzante, idem dicasi per le sfumature del carnato. Il dettaglio e' assai fine e permette di scorgere ogni piu' piccolo particolare. Difetti dovuti alla compressione direi che sono assenti (merito anche del bitrate, davvero elevato), o comunque si notano veramente di rado. Luminosita' nella norma, forse un pelino sottotono.

Concludo questa recensione facendo presente che l'unico reale difetto che posso imputare a questa edizione e' la totale mancanza di extra, niente biografia, discografia, interviste, video... niente di niente. Peccato! Vorra' dire che ci rifaremo (incrociamo le dita) con l'imminente "C'mon America", previsto per il 9 di dicembre! Che altro dire? Consigliatissimo se siete fans di Sheryl, per tutti gli altri, dateci un'occhiata magari, non ve ne pentirete! Un concerto tutto da godere, dai titoli di testa ai titoli di coda.

Rockabye e alla prossima :D

Ah.. dimenticavo, occhio, potreste essere contagiati dal famigerato morbo di RtG... siete avvertiti ;)

Voto : 4/5


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