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Giudizio
Artistico
"Rockin'
the Globe" e' stato per lungo tempo l'unico DVD ufficiale
di Sheryl Crow e nonostante sia stato rilasciato oramai piu di
3 anni fa, ancora oggi sembra non aver perso smalto, benche' sia
di fatto mancante di qualunque tipo di inserto speciale.
Ammetto
di avere un debole per le voci femminili, le gran belle voci femminili,
da Aretha Franklin a PJ Harvey fino ad Annie Lennox e Mina. Quando
sentii per la prima volta la voce di Sheryl Crow nel lontano 1994,
in quel di Woodstock, ebbi una folgorazione. Fu indubbiamente
"amore" a prima vista. All'epoca era agli inizi di carriera
e stava raccogliendo i primi frutti del suo talento. In quella
immensa bolgia "beatnik" esegui' una magistrale versione
di "Run Baby Run", qui in Italia resa famosa da uno
spot della Aperol (sic!). Quel giorno, beh, mi venne la pelle
d'oca, ci crediate o meno. Da allora ho seguito il suo percorso
con molta attenzione, non solo dal punto di vista musicale, ma
anche personale ed umano. Nelle sue canzoni spesso si respira
quell'America ancora un pò contadina, fatta di lunghissime
strade patinate dalla sabbia e di gente in cerca di se stessa,
magari al bancone di una tavola calda di un paesino a malapena
segnato sulla cartina geografica. Molte sue melodie rimandano
immediatamente ai luoghi primari da cui quella cultura attinge
il suo immaginario : le infinite highways, i suggestivi panorami
e quel piacevole senso di liberta' che contagia chiunque si avventuri
on the road nel cuore degli States, lontano dai chiassosi itinerari
turistici. A mio giudizio Sheryl Crow era ed e' tutto questo,
l'America che amo. Dal debutto come solista in "Run baby
run", di acqua sotto i ponti ne e' passata, e la bella quarantunenne
del Missouri, nonostante gli ultimi lavori di stampo piu' commerciale,
ha mantenuto inalterato il suo fascino e il suo appeal musicale,
specialmente dal vivo. Si, Sheryl Crow e' una delle poche artiste
che riesce a farti godere nei live, non delude mai, anzi alcune
sue canzoni danno il meglio proprio sul palcoscenico. Come dimenticare
lo spettacolare concerto tenuto al Central Park di New York City
quattro anni fa: irripetibile.
Il
disco che vado a presentarvi contiene una live session, eseguita
l'8 maggio 1999 al "The Palace", ad Auburne Hills, Detroit,
durante il "Globe Session" tour. Sheryl Crow si presenta
al pubblico con un look aggressivo ma molto piacevole, in perfetta
sintonia con le atmosfere della "citta' dei motori"
: capelli corti castano scuro, top e pantaloni di pelle neri,
anfibi e un intrigante tatuaggio sul braccio. La accompagnano
sei musicisti di prim'ordine : Jim Bogios alla batteria, Matt
Brubech al violoncello, Lorenza Ponce al violino e alla chitarra
acustica, Mike Rowe all'organo e tastiere, Tim Smith al basso
e chitarra, mentre Peter Stroud e' ancora una volta il lead guitar.
Da menzionare che Sheryl, oltre che cantare, suona chitarra, basso,
piano, nonche' l'armonica! A prescindere dal genere, che puo'
piacere o meno, si rimane piacevolmente impressionati dall'affiatamento
di tutti i componenti della band, questo aspetto contribuisce
immancabilmente ad innalzare il livello di coinvolgimento nello
spettatore. Che dire di Sheryl? E' semplicemente divina. Quando
canta e' sufficiente il solo sguardo per magnetizzarti. L'intensita'
e la fisicita' che esprime questa cantautrice del resto e' stata
sempre molto particolare, e' capace infatti di regalarti energia
e vitalita' (vedere "Everyday is a Winding Road", "I
don't hurt" ed "All i wanna do") ma talvolta sa
infonderti anche un profondo senso di malinconia e inquietudine
("Riverwild", "The "Difficult Kind e "Home"
sono tre esempi calzanti in questo senso). Difficile scegliere
i migliori brani di questo disco, ma dovendo farlo, propenderei
per i seguenti : "It don't hurt", forse il pezzo
che rende meglio in questa edizione, Sheryl scatenatissima e splendidamente
supportata dalla band, in particolare si rimane incantati dal
violino di Lorenza Ponce : superbo. "Riverwide",
anticipata da un breve discorso d'apertura, e' probabilmente la
canzone che lascia l'impronta emotiva piu' evidente, chiaramente
dettata dalle profonde introspezioni della protagonista, portate
in superficie ed esaltate da una struggente voce in totale simbiosi
con la parte strumentale, che sembra richiamare lontane atmosfere
celtiche. Un gioiello. "Am i getting through",
suggestiva ed indimenticabile performance, Sheryl e band allo
stato dell'arte, memorabile quando lei si spettina sensualmente
i capelli. "The Difficult Thing", una delle mie
preferite di sempre, bella, intensa, mi lascia sempre a bocca
aperta ad ogni esecuzione. "There goes the neighborhood",
energico e movimentato pezzo rock, caratterizzato da contagiosi
riff e da un ritmo trascinante. Ultima della lista, ma non certo
in ordine d'importanza, "Home", qui eseguita
in una particolare versione accompagnata dal pianoforte, diversa
dalla classica che siamo abituati ad ascoltare.
Voto
: 4/5
Giudizio
Tecnico
Quando
questo DVD fu messo in commercio, divenne rapidamente uno dei
dischi test per eccellenza. "Rockin' the Globe" contiene
ben 15 pezzi (di cui 9 dall'album "Globe Session") per
un totale di 83 minuti di puro piacere audiovisivo. Diamo nel
frattempo una rapida occhiata alla tracklist :
- Maybe
that's something
- A
change would do you good
- Anything
but down
- My
favorite mistake
- It
don't hurt
- Riverwide
- If
it makes you happy
- Am
i getting through
- Everyday
is a winding road
- The
difficult thing
- All
i wanna do
- There
goes the neighborhood
- Strong
Enough
- Mississipi
- Home
(piano version)
Da
segnalare che, rispetto al concerto live vero e proprio, nel DVD
non sono stati inseriti due brani, ossia "Leaving Las Vegas"
e "Can't cry anymore".
Il
disco e' stipato in una classica custodia Amaray di colore nero,
all'interno della quale troviamo unicamente un foglietto con l'elenco
dei brani. Inserito il DVD nel player, dopo i vari disclaimer
(skippabili premendo semplicemente un tasto), veniamo diretti
verso il menu' animato e dotato di sottofondo musicale. Le uniche
sezioni presenti riguardano la selezione delle tracce/capitoli
e del tipo di codifica. Le piste audio disponibili sono tre :
DTS 5.1, Dolby Digital 5.1 e Dolby Digital 2.0. Partiamo dalla
traccia stereofonica. Su questa non c'e' molto da dire (anche
perche' ammetto di averla ascoltata a sprazzi) vi basti sapere
che si tratta di una buona traccia, e niente di piu'. Passando
al Dolby 5.1, il discorso cambia nettamente. "Finalmente
un DVD musicale coi controcazzi" (perdonate il francesismo..
;)), furono queste le mie esatte parole durante il primo ascolto
del disco, ormai avvenuto molto tempo orsono. Il fronte sonoro
anteriore e' ben compatto, la dinamica molto elevata, mentre i
canali posteriori non svolgono l'unico e triste compito di riprodurre
gli applausi, come alcuni titoli rilasciati allora, ma si occupano
sopratutto della gestione dei vari strumenti musicali. Buono il
centrale, anche se talvolta pare registrato ad un livello un filo
basso. Positiva anche la resa del sub, che riesce sempre a metterci
del suo nei momenti piu' concitati regalandoci bassi abbastanza
corposi e potenti. Tuttavia, se vogliamo essere pignoli, bisogna
ammettere che la traccia Dolby in multicanale talvolta puo' apparire
leggermente sporca, ma questo e' un limite stesso della tecnologia
di compressione AC3 e non un vizio imputabile a chi ha realizzato
il mix audiofonico. Ma la vera sorpresa e' stata il DTS. Se devo
essere sincero, questo e' stato il primo disco in assoluto che
sia stato in grado di mostrarmi la vera superiorita' di questo
sistema nel campo musicale, rispetto allo standard Dolby. Cosa
dire? Inanzitutto il suono risulta molto piu' morbido, limpido,
i bassi hanno ben altra profondita' e, aspetto importante, non
si notano quelle sbavature ed imperfezioni invece riscontrate
nella traccia in DD5.1. Cosa apprezzabile del disco, e' poi la
possibilita' di cambiare traccia al volo, per cui l'utente e'
in grado di comparare le due tracce in multicanale con maggior
facilita'.
Parliamo
ora del video. Il DVD rispetta le caratteristiche originali, in
quanto il concerto fu registrato nell'aspect ratio di 1.33:1 full
frame. Nonostante qualche altro recensore abbia mostrato qualche
riserva sull'immagine, io posso solo dire di essere rimasto stupefatto.
Eccetto un leggero fenomeno di Edge Enhanchement (aggiunto in
fase di post produzione peraltro), l'immagine e' davvero di buona
qualita'. I colori sono ben riprodotti, specialmente il nero e'
di una profondita', oserei dire quasi imbarazzante, idem dicasi
per le sfumature del carnato. Il dettaglio e' assai fine e permette
di scorgere ogni piu' piccolo particolare. Difetti dovuti alla
compressione direi che sono assenti (merito anche del bitrate,
davvero elevato), o comunque si notano veramente di rado. Luminosita'
nella norma, forse un pelino sottotono.
Concludo
questa recensione facendo presente che l'unico reale difetto che
posso imputare a questa edizione e' la totale mancanza di extra,
niente biografia, discografia, interviste, video... niente di
niente. Peccato! Vorra' dire che ci rifaremo (incrociamo le dita)
con l'imminente "C'mon America", previsto per
il 9 di dicembre! Che altro dire? Consigliatissimo se siete fans
di Sheryl, per tutti gli altri, dateci un'occhiata magari, non
ve ne pentirete! Un concerto tutto da godere, dai titoli di testa
ai titoli di coda.
Rockabye
e alla prossima :D
Ah..
dimenticavo, occhio, potreste essere contagiati dal famigerato
morbo di RtG... siete avvertiti ;)
Voto
: 4/5
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SCREENSHOTS ::
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