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C'Mon
America 2003 e' il secondo DVD live rilasciato sul mercato dopo
"Rockin' the Globe" di qualche anno fa. Come il precedente,
anche questo disco manca di qualunque extra, tuttavia da un punto
di vista contenutistico, si tratta di un concerto davvero superlativo,
un concentrato di pura energia. Sangue, sudore e tanto sano
rock Made in USA, ma con qualche sorpresa...
Let's
go Folks! Giudizio
Artistico
Kettering,
Ohio, siamo in pieno Mid-West, quel Mid-West tanto caro a Sheryl
[1], fatto di sconfinati spazi aperti, colline, fattorie e rigogliose
campagne che si estendono a perdita d'occhio, bucolici scenari
impreziositi da un cielo che t'incanta, al pari della luna piena,
cosi' bella e splendente in certe notti, che non puoi fare altro
che contemplarla in silenzio o perche' no, ascoltando la
ballata del cuore. Per molti di voi che state leggendo, questa cittadina
(non distante da Dayton Ndr) non significa nulla, eppure, cari
lettori, e' proprio in localita' come queste che si ritrova la
vera America, l'altra faccia dell'America, cosi' distante da Hollywood e dai riflettori mediatici.
Il
concerto contenuto in questo disco e' stato registrato al Fraze
Pavillon in due splendidi giorni d'estate, fra il 10 e l'11 Luglio
del 2003. Il Pavillon e' un piccolo ma moderno anfiteatro (costruito
nel 1991), un luogo per certi versi
intimo dove e' ancora possibile stare a stretto contatto con gli
artisti che li si esibiscono. Buona parte del pubblico infatti
e' disposta in prossimita' del palco stesso. Lo show si apre con
un rombo di possenti motori che anticipano l'incipit della celebre
hit "Steve McQueen". Poco piu' di un minuto dopo
entra finalmente di scena Sheryl, che per l'occasione ha indosso
un paio di provocanti pantaloni attillati a stelle e striscie,
un giubbino di pelle e un top scozzese... tali vesti generano
inevitabilmente un chiassoso apprezzamento da parte del pubblico
che applaude accompagnando con le mani i riff di Peter Stroud
e la batteria del simpatico Shawn Pelton, da qualche tempo
egregio sostituto del grande Jim Bogios (attualmente in forza
ai "Counting
Crows"). Completano la band i veterani Tim Smith,
alla chitarra, e Mike Rowe alle tastiere. Si tratta musicisti
ormai familiari che fino ad ora si sono dimostrati non solo capaci
ma sopratutto affiatati fra loro. Nelle due ore di concerto Sheryl
esegue con vigorosa energia ben 21 brani che spaziano dal rock
al pop fino a brevi puntate viranti al country.
La
setlist e' nel complesso valida, piuttosto variegata e costellata
di alcune chicche davvero piacevoli, vediamola insieme :
- Steve
McQueen
- There
Goes the Neighborhood
- Riverwide
- My
favorite mistake
- The
first cut is the deepest
- Strong
enough
- Redemption
day
- If
it makes you happy
- Home
- A
Change would do you good
- Weather
channel
- All
I wanna do
- Leaving
las Vegas
- Everyday
is a winding road
- Soak
up the sun
- You're
an original
- Let's
get free
- Safe
and sound
- I
Shall believe
- Rock
and Roll
Per
tutta la durata del disco si respira un'atmosfera di
sincera partecipazione, Sheryl in quei due giorni e' riuscita
a stabilire un rapporto di feeling con il pubblico quasi indescrivibile. Cio' e' testimoniato non solo dalle copiose incitazioni dalla platea,
ma anche da piccoli episodi come gli omaggi floreali che l'affetuoso
pubblico le ha donato fra una pausa e l'altra.
I
punti di forza di questo live sono tanti. Voglio spendere
due parole inanzitutto per l'eccezionale regia e per l'originale
editing AV. Dite pure addio a riprese semi-statiche dal solito paio di telecamere, banali carrellate verso il pubblico e
scialbi montaggi, qui siamo decisamente su un altro pianeta!
C'Mon
America 2003 e' diventato a mio modesto avviso uno dei punti di
riferimento su come deve essere realizzato un concerto live su
DVD di questo genere. I responsabili di regia e montaggio sono
riusciti a catturare appieno lo spirito di quel concerto, regalandoci
un piccolo gioiello di intrattenimento. Le tecniche di ripresa
prese in prestito dalla troupe sono molto accattivanti, come i
punti prospettici, assai numerosi e di sicuro impatto. Durante la postproduzione si e' anche ricorso anche allo split screen multiplo,
in grado di mostrare le riprese viste da varie angolazioni. In altre
occasioni ancora le immagini live sono alternate a divertenti
filmati tratti dal dietro le quinte. Prendiamo ad esempio la terza
traccia, "Riverwide". In compagnia delle note
della canzone vediamo una Sheryl rilassata giocare col suo labrador
Scout nel prato, oppure impegnata a provare durante il soundcheck;
osserviamo i tecnici al lavoro ripresi con sapienti giochi di
regia, infine ascoltiamo i suggestivi suoni della natura circostante
fusi tutt'uno con la musica. Pura poesia! Era come essere li con
Sheryl, la band, i tecnici e tutto lo scalpitante pubblico.
Ma non
e' ancora finita, durante le due ore assistiamo a fuori programma
molto divertenti ed originali (vedere "Everyday is a Winding
Road" che ha come protagonista niente meno che la Old
Glory!) oppure a versioni particolari di certe canzoni, impreziosite
da aneddoti personali, come nel caso di "Leaving Las Vegas".
La variante cantata al Fraze merita tuttavia un approfondimento
: a fine brano Sheryl decide di prolungarlo, raccontando, chitarra
rigorosamente in braccio, della sua gioventu' e delle fughe a bordo della Chevy [2] alla ricerca di se stessa negli infiniti
spazi dell'America, in compagnia di due amici molto speciali,
"Jack" e "Bud". A puro titolo di curiosita'
vi riporto di seguito il testo originale, cosi' che anche i meno
anglofili possano meglio comprendere le parole, non sempre di
facile comprensione : "Well
I must confess, i do not like losing $, but there was a time when
i used to drive out to the desert myself. i used to get in my
Chevrolet & drive all the way to Las Vegas where id meet up
with my very good friend Jack..Daniels that is. Jack and I, what
we like to do is belly up to the bar & have a couple of drinks
& then hit the 21 table & make friends with the blackjack
dealer where i would very quickly lose my $300 in tip $, and then
Jack and i would start arguing, next thing you know i lost my
shirt, then you know what happens next, off come the pants. then
jack and i would run off to mexico to get one of them quickie
divorces. But this gal doesnt learn her lessons very well. wasnt
too long before i would head off to the desert with my tip money
again and meet my good friend bud...weiser that is..."
Ritornando
alla tracklist, anche in questo caso e' arduo scegliere i brani
migliori. La musica di Sheryl s'inserisce
di diritto in quel filone detto "neo-tradizionalista",
e prende spunto sopratutto dal rock anni settanta, un rock elettrico
condito da elementi di cantautorato talvolta di notevole spessore
e che non lascia indifferenti. Si apprezza sopratutto lo stile
narrativo, molto solido che richiama evidenti esperienze personali.
Ed e' questa la cosa che forse piu' si apprezza in lei, la sua
capacita' di raccontarsi mettendosi a nudo, proprio per questo
motivo non e' difficile identificarsi in lei. Fra i tanti, mi
ha fatto un immenso piacere l'esecuzione dal vivo "Redemption
Day", trattasi infatti di un pezzo notevole sia nel testo,
denso di significato, che nella musica. Al solito splendida e
suggestiva "Safe 'n Sound", oramai indissolubilmente
legata all'11 settembre, intensa e capace di toccarti nel piu'
profondo. In questo caso molto indovinata e' stata l'idea di ricorrere
all'uso dello "split screen", mostrando in un riquadro
Sheryl e nell'altro le drammatiche immagini di repertorio mostrate
nei maxischermi sullo sfondo del palco (vedere gli screenshots
a fondo pagina). Piacevole sorpresa e' stata "Let's Get
Free", un brano molto recente, caratterizzato da leggeri
tratti pop, ma dal testo tutt'altro che spenseriato. Superlativa
"Rock And Roll", cover dei Led Zeppelin dal ritmo
trascinante, con una Sheryl "stars and stripes" che,
a piedi nudi, balla e si dimena sopra un pianoforte a coda. Presente
anche l'ultimo single "First Cut is the Deepest",
altra cover, questa volta di Cat Stevens, magari indovinata, ma
decisamente "overplayed", almeno per quanto mi riguarda.
Non mancano ovviamente i grandi classici del passato come "All
I Wanna Do", "If It Makes You happy", "There
Goes The Neighborhood" e "A Change".
Menzione
d'onore per la meravigliosa brezza (sta a voi scoprire il perche'
:-)
Voto
: 4,5/5
[1]
Sheryl e' nata nel Missouri, che fa parte del gruppo di stati
compresi nel Mid-West, tuttavia la localita' di nascita, Kennett,
si trova nella contea piu' meridionale dello stato, latidudinalmente
parallela al Tennessee e all'Arkansas, che invece fanno parte
del South. Il Mid-West comprende i seguenti stati : Minnesota,
Indiana, Missouri, Wisconsin, Illinois, Indiana, Michigan e Ohio.
[2]
Nomignolo diminutivo affibbiato dagli americani alle auto prodotte
dalla casa automobilistica Chevrolet. Altro esempio simile e'
"Caddy" riferito alle Cadillac
Giudizio
Tecnico
No,
non ce l'ho fatta, mi ero promesso di aspettare l'edizione europea
(che mentre sto scrivendo ancora latita...), ma non ho saputo
resistere, ed eccomi qui, dopo piu' di 20 gg d'attesa con in mano
la versione USA di "C'Mon America 2003", l'ultimo live
su DVD di Sheryl Crow. Dopo averne decantato le lodi dal punto
di vista artistico, vediamo ora di illustrare vizi e virtu' di
questo disco sul versante tecnico.
"C'Mon
America 2003" e' racchiuso in una custodia amaray di colore
nero, raffigurante l'intrigante copertina gia' vista nel CD "Live
@ Budokan". All'interno troviamo un opuscoletto a 4 facciate
con l'immancabile tracklist ed i credits. La prima cosa che viene
da pensare e' che i curatori non abbiano poi molto badato all'apparenza,
o forse e' solo una mia impressione, ad ogni modo una volta inserito
il disco nel lettore, e letto il disclaimer dell'FBI , ci troviamo
di fronte ad una serie di menu' "semi-statici" piuttosto
spartani, accompagnati da sottofondo musicale.
Il
concerto e' presentato nell'aspect-ratio di 1.77:1, purtroppo
non in anamorfico. Francamente non comprendo il motivo di tale
scelta, tuttavia bisogna ammettere che la qualita' video nel complesso
e' davvero eccezionale, nonostante si perda un po' di definizione
con tv e proiettori in formato 16:9. Chi i possessori di apparecchi
in 4:3 l'incoveniente ovviamente non sussiste. L'immagine, molto
naturale e ben contrastata, e' contraddistinta da una profondita'
e da una tridimensionalita' notevole. Il dettaglio si attesta
su livelli molto buoni : questa caratteristica emerge ancor piu'
durante i numerosi primi piani, dove e' possibile contare i pori
della pelle e le microscopiche goccioline di sudore. Il merito
di tutto cio' va in gran parte attribuito all'impiego di sofisticate
telecamere ad alta definizione che generano master di partenza
a dir poco favolosi. Ma la cosa che ho trovato davvero stupefacente
sono i colori, deliziosamente caldi, ben saturi e sopratutto molto
brillanti, il carnato in particolare e' riprodotto alla perfezione,
come del resto il nero, sempre all'altezza in ogni situazione.
Difetti? Oltre alla mancanza del formato anamorfico, segnalo la
presenza di qualche artefatto di compressione in alcune scene,
ma niente di cui preoccuparsi.
Passiamo
ora alla parte piu' importante, ossia al comparto audio. Il DVD
ci offre due traccie, la prima in Dolby Digital 2.0 e la seconda
sempre in Dolby Digital, ma a 5.1 canali. Se qualcuno si aspettava
il DTS, come in "Rockin' the Globe", rimarra' deluso,
in ogni caso non c'e' da demoralizzarsi, perche' anche in "semplice"
Dolby Multicanale il disco lascia comunque il segno. Parto entusiasticamente
col parlare del centrale, in questo disco piu' esaltante che mai.
Sul mio Boston (serie VM) ho rilevato un suono corposo, potente
e caratterizzato da voci chiare e limpide, la cosa che pero' mi
ha piu' colpito sono stati i bassi : in molte occasioni mi hanno
letteralmente lasciato a bocca aperta. D'obbligo in questi casi
l'utilizzo di un center solido e ben costruito (a proposito, non
lesinate su questo diffusore, e' il perno portante di ogni impianto
Home Theater che si rispetti!). L'asse anteriore e' qualcosa di
sublime, la separazione e' notevole. La pulizia del suono invece
lascia un po' a desiderare per via della compressione AC3 che
- inutile negarlo - influisce non poco. I surround svolgono egregiamente
il loro compito di supporto, riproducendo con grande fedelta'
e precisione strumenti, applausi e ogni sorta di rumore, a tal
punto che in alcune occasioni viene spontaneamente da girarsi!
Piacevole anche l'apporto del subwoofer che ci regala basse frequenze,
potenti, ma ben controllate. In conclusione un audio di buona
fattura, ben bilanciato e di grande immersivita'.
Nonostante cio' il disco sembra soffrire della sindrome dell'overproducted che da qualche anno ha investito tutto il settore dei live su DVD. Piu' che un concerto, lo definirei un prodotto da home entertainment perfettamente congegnato. Gli addetti alla postproduzione hanno fatto senza dubbio un ottimo lavoro, ma a discapito della freschezza e della genuinita' dell'insieme. In poche parole dovevano intervenire piu' misuratamente, invece si sono lasciati prendere la mano. A questo proposito sarebbe bello visionare il concerto sterefonico non toccato dalla postproduzione digitale. Questo e' stato mandato in onda da una tv tedesco, e chi l'ha visto, ha dichiarato una maggiore naturelezza nell'esecuzione vocale.
Voto
: 4/5
Extra
Non
vi e' traccia di nessun tipo di inserto speciale selezionabile
da menu', tuttavia all'interno del concerto sono presenti fuoriscena,
dietro le quinte, interviste e materiale vario per un totale di
circa 15 minuti circa.
Voto
: SV
La
tira delle somme
Eccomi
qua, pronto per il giudizio finale.
Ne
vale la pena?
Assolutamente
si. Come avrete potuto facilmente desumere da quanto scritto sopra,
il disco e' una vera gioia per gli occhi, per le orecchie ma sopratutto
per il cuore. A prima vosta puo' sembrare un edizione abbastanza
anonima, ed effettivamente quella e' stata la mia impressione,
ma dopo aver inserito il DVD nel lettore, tutti i dubbi sono spariti,
immediatamente! Posseggo decine di concerti su DVD, e questo entra
di diritto fra i piu' coinvolgenti.
Meglio
o peggio di "Rockin' the Globe"?
A
mio parere molto meglio! Per l'appassionato tecnicamente sara'
forse meno appetibile, sopratutto per la mancanza del DTS, ma
da un punto di vista puramente spettacolare non c'e' paragone
che tenga, "C'Mon America 2003" e' decisamente due spanne
superiore. Un grazie a Martyn Atkins [3] e alla sua magnifica
squadra per aver superbamente ripreso e montato questo evento che altrimenti
sarebbe rimasto completamente sconosciuto ai piu'.
In
sintesi cosa va e cosa non va?
Pro
Qualita'
Audio-Video buona
Regia
accattivante
Artisticamente valido
Spettacolo assicurato
Lunga durata, ben 21 brani
Contro
Formato
non anamorfico
Privo di extra
Iperprodotto
Giudizio
globale : tanto arrosto e poco fumo, da comprare ad occhi chiusi se siete amanti dello spettacolo a tout court
[3]
Uno dei piu' capaci registi musicali al mondo, ha
lavorato con importanti artisti internazionali quali Depeche Mode,
Johnny Cash, Sheryl Crow, Carlos Santana, Lenny Kravitz, Tom Petty
e molti altri. Nella sua ultraventennale carriera ha firmato decine
di videoclip, documentari IMAX (All
Access - fra i tanti, c'era anche Sheryl, guarda un
pezzo del video
promozionale) e concerti, che gli hanno valso numerosi premi.
Oltre al regista, ha fatto anche il grafico sempre nel campo musicale,
disegnando molte copertine di album e single. Negli anni 90 ha
fondato una sua societa' chiamata Parallel 28 Equipe, che si e'
occupata di questo concerto.
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Il Menu' ::
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Screenshots ::
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La
luna del 10 Luglio 2003, vista da Kettering, Ohio
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Weather
Channel... ready for the storm...
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Everyday
is a winding road...
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Sheryl
cowgirl 99... yeah yeah
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Quella
sera tirava una splendida brezza...
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Mike
Rowe alle tastiere :)
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Chi
stara' guardando...
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Sheryl
viene improvvisamente avvolta dalla Old Glory :)
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In
primo piano Tim Smith, al centro Sheryl, in fondo Peter
Stroud
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Le
manine di Sheryl...
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Shake
your ass...
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Non
sono adorabili? :)
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Ecco
una parte dello scatenato pubblico di Kettering... (premio
pocciona della settimana)
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Panoramica...
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Un
omaggio floreale per Sheryl :)
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Sheryl
e Tim Smith scherzano nel camerino, fra birre Bud e vino
Merlot. Cheers!
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Sheryl
gioca con scout nel praticello del Fraze Pavillon
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Safe 'n Sound Gallery :.
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Altri
Screenshots
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