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Nel
1993 l'exploit solista dellex corista di Michael Jackson
(Tuesday night music club) colpì così profondamente
la critica mondiale che probabilmente sullonda di All
I wanna do e Run baby run Sheryl Crow ha vissuto di rendita
limitandosi di stagione in stagione a riproporre cartoline edulcorate
del rocknroll radiofonico americano per turisti
e dintorni felici entrando peraltro nel novero degli act live
e delle session più importanti degli anni novanta. Grazie
alle sue interazioni vocali con Brian Wilson, Emmylou Harris,
Neil Young e al suo graffiante songwriting lartista sè
di fatto guadagnata la popolarità tallonando a ranghi
ridotti lestro vulcanico di Lucinda Williams e Alanis
Morissette. Questa antologia ripropone oggi sedici fra le migliori
testimonianze del suo far musica che affianca le celeberrime
All I wanna do e Run baby run, Soak up the sun, Leaving Las
Vegas, Home, I shall believe, Light in your eyes, A change would
do you good, Everyday is a winding road e My favorite mistake
a perfetti hit radiofonici (If it makes you happy), divagazioni
acustiche (Strong enough) e graziosi duetti vocali con le irlandesi
Corrs (Cmon cmon) e Kid Rock (Picture) impreziosendo
il primo The very best of Sheryl Crow della sua carriera con
una cover elettroacustica di The first cut is the deepest di
Cat Stevens che in realtà nessuno a saputo rendere meglio
del suo autore tranne Rod Stewart.
Voto Artistico: 7
Voto Tecnico: 8
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